Uscire dalla zona di comfort in 5 mosse

Quando le abitudini vanno sfidate: uscire dalla zona di comfort in 5 mosse

“La vita comincia alla fine della tua zona di comfort”  (N. D. Walsch)

Quante volte avrai già sentito questa frase!

Ma cosa significa? Che cos’è esattamente la nostra “Zona di comfort”? E perché mai dovremmo uscirne??

La zona di comfort è l’area (le situazioni, conoscenze, relazioni, comportamenti…) in cui ci sentiamo perfettamente a nostro agio. Quello che riusciamo ad affrontare e gestire facilmente, senza ansia e senza stress di alcun tipo. Quello che ci è familiare, comodo, facile.

 

La zona di comfort è una cosa negativa?

No che non è una cosa negativa! Abbiamo già detto che le abitudini sono per noi esseri umani importanti strumenti di risparmio energetico: avere una zona di comfort ci consente di funzionare a dovere nella nostra vita quotiana senza che ogni nuova giornata si trasformi in una corsa a ostacoli.

Però il fatto di limitarsi a restare in ciò che è familiare, a lungo andare ha sicuramente degli svantaggi. Innanzitutto le cose possono cominciare a farsi noiose, e poi senza stimoli non cresciamo, non miglioriamo, non abbiamo motivi per dare il meglio di noi, né per scoprirlo. E questo è davvero un peccato! Uscire dalla zona di comfort significa esporci a una serie di stimoli nuovi!

 

Ma allora perché ci fa paura uscire dalla zona di comfort?

Perché, lasciando il terreno sconosciuto, il cervello non attiva solo le aree cognitive (che ci permettono di imparare) ma anche una serie di aree emotive (prima di tutte l’amigdala dove “risiede” la paura) che si allertano alla vista di qualcosa che non conosciamo.

Noi siamo prima di tutto degli animali e, dal punto di vista evolutivo, avere a che fare con qualcosa che non si conosce rappresenta sempre un rischio. E il nostro cervello è programmato per evitare i rischi, per salvaguardare la sicurezza nostra e della specie. Insomma già a partire dal concepimento il programma che ci installano è “Meglio prevenire che curare”!

Sempre dal punto di vista evolutivo poi siamo animali sociali, siamo programmati per vivere in branco e fare quello che fanno i nostri simili. Allontanarci dal terreno conosciuto, esplorare nuove cose, significa assumersi il rischio di perdere o venire espulsi dal branco. E questo è pericoloso.

 

E allora perché dovremmo uscire??

“Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia a rendere così breve la vita di un gabbiano.” (R. Bach)

Dobbiamo uscirne perché a lungo andare la zona di comfort si trasforma in una gabbia dorata

in cui spesso reiteriamo gli stessi comportamenti per abitudine, senza neanche sceglierli consapevolmente. Ed è una gabbia che ci trae in inganno. Ad esempio, dal punto di vista lavorativo, le nostre prestazioni hanno una relazione a U rovesciata con l’ansia che proviamo. Vale a dire che sono massime per un valore medio di ansia. Se ci troviamo di fronte a una situazione talmente difficile e complicata da venire paralizzate dall’ansia, sappiamo benissimo che le nostre prestazioni saranno pessime; ma starcene comode a fare quello che abbiamo sempre fatto senza un minimo di inquietudine e trepidazione a lungo andare incide in maniera ugualmente negativa sui nostri risultati.

 

Dobbiamo uscire perché non c’è crescita, miglioramento, evoluzione all’interno della nostra zona di comfort

Non possiamo migliorare, ma neanche conoscere noi stessi finché non testiamo i nostri limiti. Ogni limite superato aumenta la nostra resilienza, le nostre competenze e la nostra autostima. Quando riusciamo a fare una cosa che inizialmente ci sembrava difficile (lo sappiamo dall’esame di quinta elementare!) siamo entusiaste, orgogliose, fiduciose… ci sentiamo vive! E la prossima volta saremo pronte per andare ancora un poco più in là! E alla fine sentirsi vive è tanto importante quanto sentirsi sicure.

Come disse Einstein

“La vita è come andare in bicicletta: per mantenerti in equilibrio devi continuare a muoverti”

Dobbiamo uscire perché a volte la vita ci costringe a fare dei bei salti oltre la nostra zona di comfort

La cosa bella della zona di comfort è che è diversa per ciascuno di noi: quello che per me può essere spaventoso (per esempio fare bungee jumping) per un’altra persona può essere normale; ma magari lei non parlerebbe mai di fronte a 200 persone, cosa che invece io non ho nessun problema a fare. Questo ci da speranza, non credete?

Ma purtroppo una cosa comune è che in periodi di crisi la zona di comfort tende a restringersi, tendiamo a rifugiarci ancora di più nei limiti di quello che conosciamo, mentre sarebbe il momento giusto per inventarci qualcosa di nuovo e buttarci in nuove avventure. Se ci alleniamo con “piccoli atti di coraggio quotidiano”, che richiedono di superare l’iniziale fase di paura o per lo meno di disagio, allargando progressivamente la nostra zona di comfort, saremo più preparate ad affrontare anche le sfide più grandi.

 

Piccoli atti di coraggio quotidiano

Siccome la cosa difficile è sempre cominciare, vi propongo queste piccole sfide per uscire e allargare la vostra zona di comfort, andando per gradi (che in realtà sono sempre personali…)

Leggere autori diversi da tutto il mondo

Sembra una cosa facile, ma in realtà anche nelle letture abbiamo la nostra zona di comfort. Io ad esempio fatico molto a leggere libri molto lunghi, libri che siano stati scritti prima del 1900 e libri di autori extraeuropei (lo so, non fa bello dire nessuna di queste cose ma è così!). Quindi cominciare a leggere un autore per ogni continente, ad esempio, anche quelli che facciamo più fatica ad approcciare, può essere un modo abbastanza semplice per allargare la nostra zona di comfort e magari imparare qualcosa di nuovo su altre culture.

Usare la mano che di solito non usiamo per i piccoli gesti quotiani

Uno dei consigli più diffusi per uscire dalla zona di comfort: mangiare, lavarci i denti, scrivere, addirittura disegnare con la mano sinistra se siamo destrimane, e viceversa per chi è mancina, è un buon modo per mettere alla prova i nostri limiti, ma già che ci siamo anche la nostra ansia da perfezionismo!

Cambiare strada per andare al lavoro

Anche questo è uno dei consigli che forse avrete già letto: soprattutto se avete la fortuna di andare al lavoro a piedi o in bicicletta, ma anche se ci andate in macchina, cambiare strada all’andata o al ritorno vi farà magari perdere un po’ di tempo, ma potreste scoprire nuovi panorami o addirittura nuovi negozi! 🙂

Acquisire una nuova competenza ogni anno

Mio papà mi ha sempre detto “Non è mai troppo tardi per imparare qualsiasi cosa”. Vero. Ma anche difficile. Più difficile dei punti precedenti. Sopratutto se per imparare qualcosa di nuovo dobbiamo iscriverci a un corso, frequentare persone che non conosciamo, ammettere di non sapere qualcosa. Però una competenza all’anno magari ci riesce! Prendiamo il coraggio a due mani e approfittiamo per iscriverci a quel corso di acquerello o scrittura creativa che desideriamo fare da tanto!

Fare qualcosa da sole

So di toccare un nervo scoperto per molte di noi! Ma sarebbe davvero importante per il nostro senso di autoefficacia fare qualcosa da sole, senza nessuno che conosciamo. Può essere il corso al punto precedente (scommetto che stavate già pensando quale amica coinvolgere!), ma anche la visita a un museo o una gita fuori porta, e la prossima volta, chissà, magari partiremo per un vero e proprio viaggio in solitaria!

 

Bene, adesso prendete un bel respiro e rifugiatevi nel vostro comodo divano o nell’amaca in giardino! La zona di comfort non è il nemico: ogni tanto abbiamo tutte bisogno di ripararci nel nostro angolo di mondo preferito ed è nostro diritto farlo! 🙂

 

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