Venezia al femminile

Un giorno a Venezia ovvero i 5 superpoteri femminili dell’estate

 

L’altro giorno sono andata a Venezia e ho visto una mostra davvero bella.

Te lo racconto perché è estate e un post “di viaggio” mi pare adeguato, ma anche perché – sarà che sono una fan dei fumetti e che l’ultimo SpiderMan è ambientato a Venezia – questa esperienza mi ha fatto riflettere su 5 superpoteri che potremmo sviluppare quest’estate.

E, come le noccioline che permettono a Pippo di trasformarsi in Superpippo, per ogni superpotere ti propongo una nocciolina che può aiutarti ad attivarlo. Pronta alla trasformazione??

 

Superpotere #1: trovare il tempo per sé

La mostra che sono andata a vedere è  in un bellissimo palazzo neogotico di inizio ‘900, riqualificato come spazio espositivo per mostre fotografiche, che si chiama Casa dei Tre Oci e si trova alla Giudecca. La Giudecca è l’isola che si stende davanti a Venezia, davanti a Piazza San Marco. Proprio per questo – perché è necessario prendere il vaporetto per raggiungerla – non ci ero ancora andata, pur essendo un amante di Venezia, in particolare nei suoi percorsi meno turistici.

Il fatto è che, soprattutto se hai una famiglia, quando decidi di prenderti tempo per te già ti senti in colpa. Quindi a Venezia ci andavo sì, ma sempre magari combinando la “gita” con impegni di lavoro e stando sul centro storico, evitando le isole che mi avrebbero vincolata troppo sull’orario di ritorno.

L’altro giorno invece mi sono decisa: arrivata in stazione, ho preso il vaporetto 4.1 e in 20 minuti di navigazione (20 minuti, non 2 ore!) sono arrivata alla Giudecca. Ed è stata un’ottima scelta.

 

Nocciolina #1: segna in agenda il tempo per te

Per evitare di essere sopraffatte dal senso di colpa che ci assale quando decidiamo di prenderci del tempo per noi, per cose che facciamo esclusivamente per il nostro piacere, la prima cosa da fare è segnare quel tempo in agenda.

Altrimenti finiamo a pensare che tutto sommato non è importante se non lo facciamo oggi, che se sorgono altri impegni non importa, il tempo lo troveremo domani… e così ci troviamo a rinviare di giorno in giorno le cose che vorremmo fare, e il tempo passa.

Segnare il tempo per noi come uno slot occupato nell’agenda significa invece segnalare a noi, ed eventualmente ad altri (familiari, colleghi ecc… se abbiamo un calendario condiviso), che quel tempo è occupato e non siamo disponibili. Ci vuole un po’ di coraggio per affermarlo “per iscritto”, ma ce la puoi fare: è un buon esercizio anche questo!

 

Superpotere #2: viaggiare da sola

 

“ – Qual è la battaglia delle donne oggi? Cosa vuole dire loro? – Bisogna impegnarsi molto; con gioia, ma anche sfacciatamente. Ecco: con coraggio. Il coraggio ci vuole, lo dico anche a me stessa” (Letizia Battaglia)

 

Deciso che volevo andare a vedere questa mostra, ho deciso anche di andarci da sola. E anche questa è stata un’ottima scelta!

Premetto che io adoro andare in giro da sola. Mi serve per ricaricarmi, rilassarmi, entrare in me stessa, chiarirmi le idee. Ed è una cosa che consiglio a tutte. Mi fa stare bene e trovo impagabile il fatto di non dover prendere accordi con nessuno, poter decidere all’ultimo cosa fare, crearmi un itinerario sulla base dei miei interessi senza scendere a compromessi, e potermi fermare nei posti che mi piacciono senza avere qualcuno che sbuffa, mi mette fretta, o fa i capricci. 🙁

Veramente: è un toccasana tornare single per un po’ a volte! 🙂 E Emma ci ha già spiegato tutti i vantaggi del viaggiare da sole: impariamo a conoscerci, aumentiamo la nostra autostima, usciamo dalla zona di comfort e sfidiamo le nostre paure.

Ma so che alcune persone invece danno valore alle esperienze più per il fatto di condividerle che di viverle. Ho amiche che non vedono nessun senso, ad esempio, nell’andare al cinema da sole, perché più che il film amano condividere le emozioni che suscita o l’idea di poterne poi parlare. Come possono allora vivere i vantaggi del viaggiare da sole?

 

Nocciolina #2: fai un passo alla volta

Viaggiare, proprio viaggiare da sole, secondo me richiede una buona dose di coraggio. Però si può partire per gradi no?

Ad esempio, prendi una città vicina a te e facilmente raggiungibile, studia l’itinerario come se fossi una turista (perché in questo caso lo sei!) e magari chiedi a un’amica o al tuo partner di essere disponibili a rispondere al telefono, così quando vedrai o farai una cosa davvero bella che vuoi condividere puoi chiamarli per raccontargliela.

E poi vedi i benefici che queste prime esperienze da sola ti portano, e decidi se fanno per te!

 

Superpotere #3: valorizzare il meglio di te 

 

“Cerco gli occhi profondi e sognanti delle bambine: mi ricordano me a dieci anni” (Letizia Battaglia)

 

Quando sono sbarcata alla Giudecca, ho capito perché questa era l’entrata principale di Venezia. Ai tempi della Serenissima, prima dei treni e delle automobili, a Venezia ci si arrivava solo via mare. E Piazza San Marco era la prima cosa che si vedeva arrivando. Il governo veneziano voleva che l’entrata a Venezia fosse trionfale. Che il visitatore, amico o meno che fosse, si sentisse piccolo di fronte alla magnificenza della Piazza e del Palazzo Ducale visti dal mare.

E questo è esattamente l’effetto che avrai arrivando alla Giudecca, sbarcando dal vaporetto alla fermata Zitelle e girandoti verso la Piazza.

Quello che Venezia ci insegna è a valorizzare il meglio di noi. Questo non significa non avere lati (e momenti) deboli e non “abbracciare la nostra vulnerabilità”, ma non aver paura di riconoscere, valorizzare e mostrare agli altri i nostri punti di forza.

Abbiamo visto quanto spesso noi donne facciamo fatica ad accettarci, ad avere fiducia in noi, a superare la sindrome dell’impostore. E questo alla lunga può guastare il nostro rapporto con noi stesse, o farci finire, ad esempio, in relazioni che non sono sane per noi.

 

Nocciolina #3: ricorda chi sei

Sapete cosa faccio io quando sono un po’ giù? Faccio come Daenerys Targaryen. Se sei una fan del Trono di Spade sai chi è. L’erede al trono, che però parte da esiliata, e si riconquista uno alla volta i 7 regni (beh, più o meno, questa è l’idea… sui dettagli non voglio spoilerare). E lo fa emergendo in un mondo, anzi, in più mondi, di uomini, a cui non manca di sciorinare tutto il suo curriculum: una sfilza di appellativi e… super poteri appunto (che puoi ascoltare qui).

Ecco, quando sei giù di corda, o rischi di farti mettere i piedi in testa da qualcuno, fai una lista delle cose che hai fatto e dei pregi che hai, magari pompandola un po’, usando un linguaggio un po’ aulico, e ripetitela davanti allo specchio: ti assicuro che funziona!

 

Superpotere #4: darsi il tempo di sbocciare

 

“Io non credo nemmeno di essere una fotografa, sono una persona eclettica che ha fatto e fa fotografie, sempre con molta passione. Non mi chiudo in questo ruolo, anche se alla mia età sarebbe comodo dire: “Sono la fotografa Letizia Battaglia”. No, sono una persona, una donna, un essere che soffre, che è stanco, a cui fa male la schiena e che ancora fa fotografie” (Letizia Battaglia)

 

Ma veniamo alla mostra: la mostra che ho visto è della fotografa siciliana di adozione Letizia Battaglia e si intitola “Fotografia come scelta di vita” (alla Casa dei Tre Oci fino al 18 agosto).

Nella Sicilia degli anni di piombo, Letizia Battaglia diventa una fotoreporter giornalistica e segue soprattutto la cronaca nera. È quindi famosa soprattutto per le sue foto di mafia e morti ammazzati.

Questa mostra però è diversa: mette in scena soprattutto la vita (anche la sua, grazie a due interessanti video interattivi) invece che la morte. Ma sempre comunque di Palermo e della “sua” Sicilia. E lo fa con una forza, una dolcezza e una femminilità davvero commoventi, in 200 scatti quasi tutti in bianco e nero.

La cosa che mi ha colpito è che questa artista ha scoperto la sua passione (e il suo talento) per la fotografia attorno ai 40 anni, dopo una vita da moglie e madre di famiglia. Insomma, è quella che in una nostra recente newsletter (non sei ancora iscritta?? fallo qui!) abbiamo definito una “late boomer”.

 

Nocciolina #4: sperimenta le tue passioni

Devi sapere che, nonostante la società imponga, dall’asilo in poi, delle tappe di crescita piuttosto uniformanti, la realtà è che ognuna di noi è diversa. Come ci spiega la filosofa Maura Gancitano dovremmo sostituire l’espressione “crescita personale” con “fioritura personale”, perché, proprio come le piante, ognuna di noi ha i suoi tempi e la sua stagione per fiorire.

E non è vero che arrivate a una certa età ormai le strade davanti a noi sono chiuse o rigidamente definite. Tante persone, come ad esempio Letizia Battaglia o la cuoca Julia Child hanno trovato la loro strada a 40 anni suonati. Quindi non smettere di sperimentare le tue passioni, di fare nuove cose, di iscriverti a corsi strani… perché magari faranno sbocciare il tuo vero sè, ti faranno scoprire i tuoi talenti nascosti, e sicuramente ti divertirai un sacco.

 

Superpotere #5: fare squadra con le donne

 

“Amo fotografare le donne perché sono solidale: devono ancora superare tanti ostacoli verso la felicità, in questa società maschilista che le vuole eternamente giovani, belle, con una concezione dell’amore che spesso, in realtà, è solo possesso” (Letizia Battaglia)

 

Per ammissione della stessa fotografa, gli uomini sono raramente protagonisti delle sue opere, perché, dice, non le vengono bene, non li sente in sintonia. O forse sono talmente tanto presenti nelle foto “di morte”, che per celebrare la vita usa soggetti diversi: le donne e i bambini o, più che altro, le bambine.

Donne e bambine sono le vere protagoniste di questa mostra. Donne e bambine mostrate nella loro quotidianità, apparentemente povera. Ma anche quando stirano, anche quando lavano i piatti non soccombono mai alla banalità, salvate da uno sguardo vivo e profondo che le distacca dallo sfondo, per così dire, le rende soggetti, protagoniste di quel momento e della loro vita.

Anche noi non ci stancheremo mai di ripetere quanto è importante, in questo periodo storico, giocare di squadra con le altre donne e combattere, tutte assieme, le battaglie che sono di tutte: le disparità in famiglia e al lavoro, le minori opportunità di carriera, le disparità salariali, i commenti maschilisti ancora troppo diffusi, i canoni estetici eccessivamente rigidi, ecc…

 

Nocciolina #5: innamorati dell’universo femminile

Per poter fare squadra con le donne devi capirle. Abbiamo già detto che non siamo migliori degli uomini, ma siamo diverse e dobbiamo riscoprire e fare pace con la nostra femminilità, finché la società la riconosca come pari all’universo maschile.

Ci sono un sacco di spunti che possono aiutarci a capire il mondo femminile in tutta la sua ricchezza: puoi cominciare, ad esempio, sotto l’ombrellone, dalla lista di libri suggerita da Emma, dalle bellissime riviste scoperte da Michela  o ascoltando i podcast indicati da me.

 

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