Sbagliare è un arte

5 buoni motivi per essere fiera dei tuoi errori

Una delle principali trappole mentali che spesso ci impediscono di cambiare, di porci degli obiettivi o per lo meno di provare a farlo è la paura del fallimento. Nella nostra cultura sbagliare non è una bella cosa: “Chi sbaglia paga”. Ce lo insegnano fin dalle scuole elementari: ci sono risposte giuste e risposte sbagliate e, se vuoi andare avanti, se vuoi fare strada, se vuoi avere successo ed essere un bravo allievo, devi dare quella giusta.

In realtà non c’è niente di peggio che indurre un bambino a credere che sbagliare sia una cosa da evitare e da temere: che fine ha fatto il buon vecchio “sbagliando si impara?” Quello sì che era un proverbio saggio, che dovremmo riscoprire.

Ma quante di noi sono disposte a farlo? Quante sono disposte ad ammettere di aver sbagliato o di essere dalla parte del torto? Pensiamoci un attimo: certo, in astratto, sappiamo che la razza umana è fallace e che tutti sbagliano, ma, nel concreto, se veniamo a noi stesse, qui in questo momento, quanto ci costa ammettere che abbiamo sbagliato qualcosa?

Eppure sbagliare è davvero importante

Sbagliare è uno dei meccanismi chiave dell’apprendimento e del successo: la natura procede per prove ed errori, i bambini piccoli procedono per prove ed errori, ma anche tutti coloro che hanno fatto qualcosa di grande, o semplicemente che andasse oltre quello che hanno sempre fatto hanno dovuto sbagliare per capire quale fosse il modo giusto, la soluzione corretta. Così cresciamo con la convinzione di dover fare sempre tutto giusto e ci abituiamo a concentrare tutte le nostre energie nell’evitare l’errore, nel prevederlo e prevenirlo.

Mentre la differenza tra chi ha successo e chi no non sta nel non sbagliare, ma nel non arrendersi, nell’imparare dagli errori, nel trasformare gli ostacoli in tappe del percorso.

Questo concetto è talmente distante dalla cultura dominante, da quello che ci viene insegnato, che in Italia l’anno scorso è nata la prima Scuola di fallimento: abbiamo bisogno che qualcuno ci insegni ad affrontare il fallimento nel modo migliore. Questa è una competenza chiave per tutti, ma soprattutto per chi lavora in proprio o conduce un’azienda. Il numero di aziende che ogni anno chiudono in Italia è spaventoso: sono i numeri di altrettanti fallimenti, sicuramente difficili da affrontare. Nessuno dice che sbagliare sia divertente, solo che è inevitabile, quindi dovremo trovare un modo per farci fronte.

Sbagliare non significa essere sbagliati

Questa è la prima associazione che la nostra mente (che si nutre della nostra energia) ci fa fare di fronte un errore. Hai sbagliato, quindi sei sbagliata. Niente di più distante dalla realtà: tu sei tu, e sei molto più dei tuoi sbagli (e anche molto più dei tuoi successi esteriori in ogni caso) e lo sbaglio è un evento in un percorso. Può essere determinato da un sacco di cause: possono essere cambiate le circostanze, qualcuno può aver avuto un’idea migliore, puoi effettivamente aver sottostimato o sovrastimato alcune variabili, o aver agito in modo non funzionale al successo. Non ha importanza. L’importante è come affrontare il fallimento.

L’errore non solo va accettato: c’è chi sostiene che vada addirittura celebrato come evento che ci porta più vicino alla riuscita, al successo. Quindi facciamo un gioco che ci può aiutare ad ingannare la mente: sostituiamo la parola errore con la parola “Nearling”.

Non è un errore: è un nearling

Nearling è un neologismo inglese che significa che ci siamo quasi, che abbiamo sbagliato ma di poco, che la prossima volta magari sarà quella giusta, e se non lo sarà aspetteremo quella dopo ancora.

Quello che voglio dirvi è che possiamo essere orgogliose dei nostri “Nearling” per un sacco di ragioni. Eccone alcune:

1. Ci siamo messe in cammino

Intanto ci siamo messe in cammino: ci siamo date una mossa, ci siamo date degli obiettivi, siamo uscite dalla nostra zona di comfort, mettetela come volete. Fatto sta che già questa non è una cosa da tutti, quindi pacca sulla spalla. Se stavate ferme magari non sbagliavate (ammesso che non decidere non sia di per sè un errore), ma quello sì son capaci tutti a farlo!

2. Siamo più vicine all’arrivo

Nearling è una parola positiva che ci dice che siamo sulla strada giusta, che se siamo partite con le migliori intenzioni non siamo al punto zero ma da qualche parte tra la partenza e l’arrivo, e questo è già un successo. Cambiamo prospettiva: molte volte ci vogliono molti nearling per arrivare a un risultato importante, quindi più ne facciamo più siamo vicine alla meta!

3. Abbiamo avuto l’occasione di imparare qualcosa

Non è forse questo uno degli scopi della vita? Imparare? Guardate i bambini come sono contenti di ogni nuova piccola scoperta che fanno! Lo stesso vale per noi: imparare qualcosa che non sapevamo è sempre stimolante, motivante, a volte esaltante! Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, diventiamo noi stesse qualcosa di nuovo. Henry Ford disse:

Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia venti o ottant’anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane”

Quindi via con i nearling che ci fanno pure ringiovanire!

4. Siamo state di esempio

Magari abbiamo coinvolto qualcun altro nel nostro percorso, o ispirato qualcuno con la nostra determinazione, o condiviso con altri ciò che abbiamo imparato dai nostri errori: e queste sono tutte cose positive. Anzi, questo tipo di condivisione andrebbe proprio incentivata. Il mio professore all’università diceva sempre: “Non capisco perchè ci tengano tanto a farci condividere le buone pratiche: impareremmo molto di più da quelle venute male!”

5. E poi ci sono i nearling di successo

Magari, senza saperlo, con i nearling costruiremo un successo. Se ci pensate uno dei più grandi nearling della storia è stato quello di Cristoforo Colombo: era convinto di aver trovato la rotta per le Indie e ha scoperto l’America! Vogliamo chiamarlo fallimento? Una storia analoga, ma molto più recente, è quella che ha portato alla nascita dei post it. Nati da un chimico (Spencer Silver) che voleva sviluppare una colla potente, il suo lavoro ebbe invece come risultato un adesivo non molto appiccicoso. Ma separando due pezzi di carta incollati l’uno all’altro con quell’adesivo, Spencer scoprì che la colla rimaneva attaccata a un foglio o all’altro. Erano nati i Post-it. Oggi sono uno dei prodotti per ufficio più diffusi.

Quindi non disprezzate mai un errore perchè non si sa mai a quale successo può portare!

 

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4 Comments

  • Angela

    02/02/2018 at 5:41 AM

    Buongiorno Patrizia, è grazie a questo tipo di pensiero che sono riuscita ad andare avanti nel mio arduo cammino. Ogni errore invece di abbattermi mi ha dato modo di fare nuove esperienze, capire e crescere.
    Mi piace l’idea del chiamarlo Nearling, suona più leggero e rinnovato. È stata una lettura piacevole e riflessiva. Le tue parole sono come pillole che prese quotidianamente ci danno la grinta per rimetterci in careggiata e proseguire il nostro cammino. Grazie
    A.

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    • Patrizia Daneluzzo

      03/02/2018 at 10:11 AM

      Ciao Angela, ti ringrazio per le tue parole: sono veramente felice che il mio articolo ti sia piaciuto!
      E direi che il tuo commento ha proprio colto lo spirito del blog. Non necessariamente diremo cose del tutto originali, ma speriamo di dare qualche spunto un pò nuovo (come quello dei Nearling) e dire qualcosa che le persone hanno bisogno di sentire, anche semplicemente per sapere che non sono sole nel loro cammino di miglioramento!
      A presto
      Patrizia

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  • Stefania

    02/02/2018 at 12:56 PM

    Ciao Patrizia, sposo ogni tua frase che compone questo bellissimo articolo “motivatore”. Mi piace pensare (io credo fortemente che sia così) che siamo qui per fare esperienza e che quindi ogni cosa che facciamo ci serve. Tra un nearling e l altro impariamo qlcosa. 😁 Non ci sono errori, neanche insuccessi…ci sono lezioni che apprendiamo vivendo e che ci arricchiscono… anche se a volte ci fanno paura. Ma dopo un bel respiro e l obbiettivo bello evidente davanti a noi, siamo pronte x continuare il nostro viaggio! Grazie e in bocca al lupo. Ste

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    • Patrizia Daneluzzo

      03/02/2018 at 10:12 AM

      Ciao Ste,
      hai ragione: spesso la cosa più difficile è proprio superare la paura. Anche se magari razionalmente sappiamo che ogni cosa che ci accade andrà ad arricchire il nostro bagaglio di esperienze, trovare di fronte ai nostri errori può davvero paralizzarci. Penso sia successo a tutte. Anche per questo crediamo che condividere idee, spunti ma anche preoccupazioni e momenti no possa essere di aiuto a noi e ad altre persone.
      Grazie!
      Patrizia

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