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Procrastinare: perché lo facciamo, e come smettere

procrastinare v. tr. [dal lat. procrastinare, der. di crastĭnus, agg. di cras «domani», col pref. pro-1] (io procràstino, ecc.), letter. – Differire, rinviare da un giorno a un altro, dall’oggi al domani, allo scopo di guadagnare tempo o addirittura con l’intenzione di non fare quello che si dovrebbe.

Vocabolario Treccani

 

Lo faccio “dopo”, “domani”, “lunedì”: qualsiasi momento sembra essere migliore di quello presente per fare una cosa che per qualche motivo non ci piace. Ma poi, quel momento “perfetto”, in cui avevamo riposto ogni nostra speranza, non arriva mai.
E ci ritroviamo in trappola: bloccate nei nostri obiettivi che nel frattempo sono sfumati per strada, o costrette ad affrontare di colpo – tutt’altro che ben preparate – impegni e problemi che nel frattempo sono diventati montagne.

Quante volte hai sperimentato anche tu questa sensazione?

Io spesso: tendenzialmente sarei una vera campionessa di procrastinazione, lo confesso senza girarci troppo intorno 🙂

La tendenza alla procrastinazione

Sappiamo di non poter evitare di fare determinate cose, o non vogliamo rinunciarci, eppure l’idea di farle ci investe di stress e sensazioni negative. Rimandare a un momento futuro può sembrarci il compromesso perfetto, il punto di equilibrio che ci consente di mettere a tacere l’eventuale senso di colpa senza però farci entrare in contatto con i nostri limiti, le nostre insicurezze e tutto quello che ci mette a disagio.

Scivolare nella procrastinazione è qualcosa che capita a tutti: non è necessariamente una cosa preoccupante, a meno che non avvenga con una frequenza tale da farci sprofondare in un circolo vizioso che può condizionare in maniera importante la nostra esistenza.

Ma da cosa dipende?

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Psychology, la procrastinazione ha delle basi genetiche, e si associa frequentemente al grado di sviluppo delle funzioni esecutive dell’individuo, ossia quelle capacità cognitive che entrano in gioco quando ci dobbiamo adattare a condizioni ambientali nuove e impegnative, e che ci aiutano a gestire efficacemente gli obiettivi.

Alla fine, però, procrastinare diventa un’abitudine. La disposizione di base sfocia spesso in una pratica comportamentale che, portata avanti con assiduità (anche se inconsapevolmente), si trasforma velocemente in uno stile di vita.

Le tante facce delle procrastinazione

C’è chi scegliendo di procrastinare si sente terribilmente in colpa, e chi sembra vivere con estrema nonchalance la sua tendenza a rimandare tutto al futuro, pur essendo cosciente delle conseguenze. Chi prende tempo per potersi godere parentesi più o meno lunghe di ozio totale, e chi invece non si accorge neppure di procrastinare, impegnata com’è in attività che però non sono urgenti né importanti.

Dietro alla nostra tendenza a evitare qualcosa che non riusciamo a gestire ci sono tante cause e motivazioni diverse, e prenderne consapevolezza è sicuramente un buon punto di partenza.

Quando senti l’impulso a procrastinare, chiediti se ti trovi in una di queste situazioni:

1. Non riesci a organizzare bene il tuo tempo

Una delle cause più comuni che portano a rimandare i nostri impegni è proprio una gestione del tempo poco efficiente: magari tendiamo a sovrastimare il tempo che effettivamente abbiamo a disposizione, o facciamo fatica a stabilire le giuste priorità. Il multitasking non aiuta: fare più cose contemporaneamente ci fa perdere focus e concentrazione, e anziché guadagnare tempo finiamo per perderlo.

2. Sei troppo stanca

Spesso è una diretta conseguenza della cattiva gestione del tempo. Se sei molto affaticata è inevitabile che il tuo cervello si voglia prendere delle pause! Magari sei il tipo di persona che tende a farsi carico di troppi impegni, e cerchi di seguirli con tutte le energie a tua disposizione. Ma così finisci per stremarti. Ricordati che non puoi fare tutto da sola, e che dire qualche “no” a volte è necessario. Anzi, fa molto bene!

3. Non stai facendo le cose giuste per te

Puoi metterci tutto l’impegno del mondo, ma se le tue attività sono lontane dai tuoi valori e dalle tue motivazioni più profonde, smettere di procrastinare è quasi impossibile. Quando ci dedichiamo alle cose che ci fanno davvero battere il cuore la nostra motivazione si impenna, e per nulla al mondo rinunceremmo a farle!

4. Sei vittima del tuo perfezionismo

Non cominci nulla se non sei certa di poter raggiungere (possibilmente, di superare) i tuoi standard elevatissimi. E così non ti senti mai pronta: il tuo progetto, già super dettagliato, ha bisogno ancora di qualche aggiustamento. Devi prima finire di studiare un argomento perché ti sembra di non avere ancora abbastanza competenze. O i pianeti devono essere perfettamente allineati per poter sfruttare il momento propizio…
Se aspetti che le condizioni siano perfette per agire, non agirai mai. Un mantra che ti suggerisco di ripeterti in questi casi è “Fatto è meglio che perfetto”, rubato alla direttrice operativa di Facebook Sheryl Sandberg.

5. Ricerchi solo il piacere

Sei tendenzialmente un’edonista. Rimandi tutto quello che non ti dà una gratificazione immediata, anche se solo momentanea, ma così rischi di perdere di vista il quadro complessivo (leggi: le conseguenze a lungo termine). Purtroppo ci sono delle attività che vanno fatte, anche se non sono abbastanza divertenti o se tu non ti senti dell’umore giusto per farle. “Prima il dovere e poi il piacere”: non si dice a caso, ma proprio perché se inverti l’ordine sarà ancora più difficile smettere di procrastinare!

6. Hai bisogno di stimoli forti

Ti piace sfidarti, sentire l’adrenalina che sale mentre ti muovi sul filo del rasoio: procrastinare per questa ragione spesso ti aiuta a tirare fuori il meglio di te, a trovare energie che altrimenti non sapresti neanche di avere!
Il problema è che, a lungo andare, lo stress a cui ti sottoponi in questo modo diventa ingestibile, per te e per gli altri.

Qualunque sia la situazione che scatena il tuo impulso a rimandare, secondo gli psicologi c’è un fattore comune alla base di tutto: la paura.
Paura di sbagliare, di fallire, di decidere, di essere giudicati. Paura di avere successo, perché pensiamo di non meritarcelo.
La procrastinazione è sempre una risposta mirata all’evitamento di una situazione che produce in noi emozioni negative: preferiamo bloccarci e rinunciare a portare a termine i nostri obiettivi piuttosto che sperimentare un disagio. Procrastinare è, insomma, un modo per restare nella nostra zona di comfort.

Una strategia anti-procrastinazione: connettiti al tuo Io futuro

Tim Urban, blogger “esperto” di procrastinazione e autore di un divertente TED Talk sul tema sostiene che per combattere la tendenza a rimandare sempre i consigli di buon senso (come “mettiti a lavorare e smettila subito di perdere tempo in cose inutili”) non hanno alcun effetto. “Sarebbe come dire a una balena spiaggiata di evitare di nuotare nell’oceano”, sostiene.

Il procrastinatore cronico, infatti, sa benissimo a quali conseguenze si espone decidendo di rimandare, ma sente di non poter controllare questo comportamento.

E allora, cosa possiamo fare?

Secondo Hal Hershfield, psicologo alla Anderson School of Management dell’UCLA, chi tende sempre a procrastinare dimostra fondamentalmente di essere poco connesso emotivamente al suo Sé futuro. Anche se razionalmente sappiamo che si tratta sempre della stessa persona, non riusciamo a sviluppare la giusta considerazione, comprensione ed empatia per noi stessi quando ci pensiamo nel futuro. È come se pensassimo a una persona diversa, altra, estranea a noi.

“Come vivrebbe questa giornata la persona che voglio diventare?”

Questa è una domanda semplicissima che può aiutarci a ritrovare una connessione, anche emotiva, con il nostro Io futuro. Possiamo farcela ogni mattina, quando pianifichiamo la nostra giornata, o ripetercela ogni volta che sentiamo l’impulso a procrastinare.

Ricordiamo a noi stesse i nostri obiettivi, i piccoli passi che abbiamo pianificato per raggiungerli e, soprattutto cominciamo ad agire senza aspettare che il momento (o il nostro stato d’animo) sia quello giusto.

“Nessuno costruisce una casa. Si posa mattone dopo mattone e la casa è il risultato finale. I procrastinatori hanno grandi progetti: adorano fantasticare sulla splendida villa che un giorno avranno costruito, ma quello che devono diventare sono gli operai edili che metodicamente e con determinazione posano un mattone dopo l’altro, giorno dopo giorno, senza arrendersi finché la casa non è finita” – Tim Urban

Felicemente freelance, da quasi dieci anni mi occupo di strategia digitale e comunicazione sul web e sui social. Lavorare in proprio è certamente una sfida, ma è ricca di meravigliose opportunità: attraverso Ojaja mi piacerebbe connettermi ad altre donne creative e coraggiose, che desiderano costruirsi un lavoro (e una vita) su misura dei loro sogni.

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