l'abbondanza in 6 barattoli

L’abbondanza sta in 6 barattoli

 

“Gentile signorina Bloomwood,

sono dispiaciuto di apprendere che le risulti così difficile restare entro i nuovi limiti dello scoperto di conto. Capisco benissimo che la svendita estiva di Pied-á-Terre non si ripete ogni settimana e non ho problemi ad aumentarle il massimale di 63.50 £ se davvero, come lei dice, questo “fa la differenza”.

Tuttavia, raccomando vivamente una sua visita alla filiale per una verifica più ampia della sua situazione finanziaria”

(Sophie Kinsella, I love shopping a New York)

 

È vero: fa molto caldo e siamo già tutte pronte per quei bei post estivi che parlano di vacanze, consigli di lettura sotto l’ombrellone, colori e creatività. Ma visto che siamo ancora in giugno, volevo approfittare per un ultimo post legato alla nostra vita lavorativa, o meglio alle nostre finanze.

Abbiamo già visto come le donne abbiano in genere un rapporto più complicato con il denaro e come vengano meno educate e abituate ad occuparsene. Proprio per questo oggi voglio parlarvi di un metodo di gestione del denaro che ho appena scoperto e che è davvero alla portata di tutti e di tutte.

A proporcelo è lo scrittore e imprenditore canadese Harv Eker, autore del famoso libro sulla ricchezza e l’abbondanza “I segreti della mente milionaria”.

 

La gestione finanziaria non la insegnano a scuola

Come abbiamo detto, purtroppo la gestione finanziaria non è qualcosa che ci insegnano a scuola e spesso arriviamo all’età adulta totalmente impreparati su questo aspetto.

Ricordo lo spaesamento quando provai a investire i primi risparmi, davanti all’addetto allo sportello bancario che candidamente mi diceva: “Non posso dirglielo io, decidere su cosa investire dipende dalla sua propensione al rischio”!!

Certo. Non sapevo neanche che ci fosse una cosa chiamata propensione al rischio. Tanto meno sapere quale fosse la mia. L’unica cosa che sapevo era che mio papà aveva sempre investito in titoli di Stato e adesso scoprivo che c’erano invece un milione di opzioni. Ma come orientarsi?

La cosa che ho imparato in seguito è stata che mio papà è un ottimo risparmiatore, mentre io non lo sono per niente. Ma non è una cosa che si improvvisa, né evidentemente una capacità innata. Eppure se vogliamo raggiungere l’abbondanza o, sogno di alcuni, la libertà finanziaria, la prima cosa da imparare è come risparmiare.

E il metodo di cui ti parlo oggi serve proprio a questo.

“Nessuno nasce genio della finanza. Ogni persona ricca ha imparato ad avere successo nel gioco del denaro, e lo stesso potete fare voi. Ricordatevi che il vostro motto è: se lo possono fare gli altri, lo posso fare anch’io!” (Harv Eker)

 

Il metodo dei 6 barattoli

L’idea di base di questo metodo proposto da Harv Eker è quello di dividere le proprie entrate in sei contenitori differenti: possono essere sei conti bancari o sei barattoli veri e propri. L’importante è differenziare le entrate a seconda dello scopo a cui serviranno.

L’autore dice anche che non importa quanto guadagni: questa suddivisione dovrebbe essere mantenuta sia che tu guadagni 100 sia che tu guadagni 10000 euro al mese. La chiave è proprio la differenziazione.

Certo, magari se guadagni poco preferirai usare i barattoli piuttosto che tanti conti bancari. Per quanto, diverse banche offrano conti frazionabili o conti deposito in cui puoi separare i tuoi soldi senza dover spendere per aprire altri conti. E ci sono anche una serie di conti online sostanzialmente gratuiti.

Chiedi alla tua banca. Anzi, come mi hanno detto una volta a un corso su donne e finanza, non farti scrupoli! Le banche vanno trattate come fornitori e messe in concorrenza tra loro per ottenere  le condizioni e i servizi migliori per te.

L’importante è cominciare perché, spiega Eker, acquisire l’abitudine è più importante della quantità di denaro a disposizione. In prima battuta serve educarci a risparmiare.

Ed è importante perché, se è vero che i nostri pensieri e le nostre intenzioni creano la nostra realtà, occuparci del denaro che abbiamo, gestirlo, ne creerà di più che abbandonarlo a se stesso per paura di sporcarci le mani.

“Se vogliamo cambiare i frutti, per prima cosa dovremo cambiare le radici. Se vogliamo cambiare quello che è visibile, dovremo innanzitutto cambiare ciò che è invisibile” (Harv Eker)

 

Un barattolo per ogni spesa

“Ma risparmiare significa non spendere?” Chiederà impanicata la Rebecca Blomwood che è in te. Niente affatto! Come vedrai, i barattoli sono 6 proprio perché il metodo tiene conto di tutte le tue esigenze. Vediamole nel dettaglio:

Barattolo #1 Necessità (55% delle tue entrate)

È il conto più cospicuo: quello dedicato alle tue necessità personali e familiari, a quello che ti serve per vivere. Qui ci vanno i soldi per l’affitto o il mutuo, le bollette, la spesa, la benzina, il nido, i vestiti ecc… Sostanzialmente i beni di prima necessità.

Come dice Eker questi sono obiettivi da raggiungere non regole ferree. Quindi, se all’inizio hai bisogno di più del 55% delle tue entrate per le spese di prima necessità, puoi porti l’obiettivo di ritararti col tempo. Ma tieni anche conto di altri due fattori.

  1. Qui non ci vanno le tasse: tutte le percentuali sulle tue entrate che vanno nei sei barattoli, si intendono al netto delle tasse.
  2. Se non sei abituata a suddividere le entrate in base alle spese, potresti tendere a mettere tutto qua dentro, dando quindi un eccessivo peso al barattolo delle necessità. Prima di disperarti guarda quindi anche cosa devi mettere negli altri barattoli.

 

Barattolo #2 Gioco, svago e divertimento (10% delle tue entrate)

Questo è il barattolo per gli sfizi e gli svaghi tuoi e della tua famiglia: il weekend fuori porta, la cena in un ristorante coi fiocchi, il concerto dell’estate per tutta la famiglia, la borsa che ti piace tanto ma solitamente non ti permetteresti.

Quelle spese che inciderebbero troppo sul tuo budget delle necessità, ma a cui non vuoi rinunciare. Questo barattolo deve essere svuotato ogni due/tre mesi senza sensi di colpa: non sono spese a lungo termine, ricorda, ma piccole gioie da gustare e concedersi con una certa regolarità.

“Non ciò che abbiamo ma ciò di cui godiamo, costituisce la nostra abbondanza” (Epicuro)

 

Barattolo #3 Spese a lungo termine (10% delle tue entrate)

In questo conto ci vanno i risparmi per le spese più cospicue, quelle non quotidiane, ma che vogliamo regalarci, o per cui è meglio essere preparate. Possono essere le ferie, il computer o la macchina nuova, le spese impreviste.

È il classico salvadanaio: si accumula il denaro finché raggiungiamo l’importo che ci serve o finché abbiamo bisogno di usarlo. Poi si svuota e si ricomincia da capo.

Ha anche una funzione di gratificazione: ci mostra che possiamo, giorno per giorno, risparmiare qualcosa per poterci permettere, dopo qualche tempo, quello che desideriamo o far fronte ai mille imprevisti che la vita ci riserva (qualcuno ha detto dentista?? 🙂 ).

 

Barattolo #4 Formazione (10% delle tue entrate)

Qui vanno i soldi dedicati alla tua formazione o, se preferisci, evoluzione. Il mondo è sempre più complesso e, sia per lavoro sia per sviluppo personale, è sempre più importante investire dei soldi in corsi, percorsi (o libri) di crescita, apprendimento, coaching.

Più cose conosci e apprendi, e più conosci te stessa, più svilupperai competenze che ti faranno vivere meglio (e più avrai occasione di conoscere persone interessanti).

“L’obiettivo di creare ricchezza non è fondamentalmente quello di avere molti soldi; lo scopo di creare ricchezza è quello di aiutarvi a diventare la persona migliore che possiate essere. In realtà, l’obiettivo per eccellenza è quello di crescere come persone” (Harv Eker)

 

Barattolo #5 Libertà finanziaria (10% delle tue entrate)

Questo è il barattolo che, un 10% alla volta, ti permette di incrementare i tuoi risparmi. Di far sì che, i soldi lavorino per te e non viceversa.

Ci vanno quindi i soldi per gli investimenti e le rendite, che non devono essere spesi. Se ne abbiamo bisogno, possiamo usare gli interessi che derivano dai nostri investimenti, ma preferibilmente non il denaro investito. L’idea è quella di tenerli da parte e farli crescere senza fare niente se non continuare ad aggiungere il 10% ogni mese. 

 

Barattolo #6 Solidarietà (5% delle tue entrate)

L’ultimo barattolo è quello per la solidarietà e il supporto agli altri. Il denaro non fa la felicità, ma per molte persone, associazioni o cause, un po’ del tuo denaro, messo assieme a quello di altre persone, può fare la differenza.

E poiché sappiamo che la ricchezza non è tale se non è condivisa, anche utilizzare una parte dei nostri averi per fare del bene e aiutare gli altri, ci aiuta a migliorare il nostro rapporto con il denaro e può essere un incentivo per guadagnarne di più perché così potremo aiutare più persone!

 

Lascia un commento