Il potere della sorellanza

Il potere della “sorellanza”, ovvero perché coltivare le amicizie femminili

Lo scorso weekend sono andata due giorni a Bologna per una rimpatriata, a quasi vent’anni di distanza, con le mie compagne di appartamento durante gli studi universitari. È stata una bellissima esperienza che mi ha fatto riflettere molto sull’amicizia femminile. Riflessioni che voglio condividere con te in questo post.

Per tutte noi è normale avere delle amiche durante l’infanzia e l’adolescenza. Solitamente anche un’amica del cuore, a cui diciamo proprio tutto. E diverse compagne di scuola, sport e hobby, o vicine di casa con cui ci troviamo bene.

Crescendo però non sempre siamo brave a mantenere queste amicizie. E non sempre ne comprendiamo l’importanza.

 

Io e le mie amiche: qualche confessione personale

 

Almeno io. Parlo per me. Io non sono mai stata brava a mantenere i rapporti a distanza. Quindi man mano che cambiavo scuola, passando dalle elementari alle medie, dalle medie alle superiori e così via, perdevo le amicizie che avevo, pur conservandone un bel ricordo.

Le amiche dell’infanzia non ci rispecchiano più. Quelle delle scuole superiori prendono strade diverse. Quelle dell’università un po’ alla volta si fanno una loro vita, noi comprese, e và a finire che non ci si sente più. Assorbite dai ritmi della famiglia e del lavoro, spesso capita che le amicizie femminili vengano lasciate in disparte.

Solo più tardi questa esigenza torna a farsi sentire. C’è chi dice che l’amicizia tra donne è ancora più importante oggi che la coppia è più fragile e i matrimoni durano meno. Non so se sia così. So che qualche tempo fa ho espresso il desiderio di arricchire le mie amicizie femminili perché mi ero abituata a farne quasi a meno e ho cominciato a sentirne la mancanza. E oggi sono davvero felice che questo desiderio si stia avverando!

Felice di avere modo, giorno dopo giorno, di conoscere, ricucire fili, stringere alleanze all’interno del mondo femminile, che è così bello e così vario, ma accomunato (per la mia esperienza) dall’instabile equilibrio attorno a quel punto di rottura che può farci volare o portarci a fondo.

E che mi sta dando modo, giorno dopo giorno, di scoprire, sondare, capire il mio lato femminile: cosa vi assicuro non scontata!

 

Amicizie femminili e maschili

Passa il tempo volando, noi aspetteremo qui tra un segreto e l’altro, fidati di me, io mi fiderò di te! Stare ore a parlare e raccontarsi di noi, io ti sto vicina, non sarai sola mai. (Giorgia)

 

Io non credo, come dicono alcuni, che le amicizie femminili siano più profonde e quelle maschili meno. Credo semplicemente siano diverse. Qualcuno ha detto che le amicizie femminili sono “face to face” e quelle maschili “fianco a fianco”. Pur sapendo che ognuno di noi è diverso, questo mi convince di più.

Una volta, a un corso sulle polarità maschile e femminile, mi hanno spiegato che gli uomini hanno bisogno di fare esperienze con altri, ma non proprio di confidarsi: tendono a voler risolvere da sé i propri problemi e in caso li condividono solo a soluzione trovata.

Le donne invece hanno bisogno del confronto. Ma non tanto, come spesso si crede, soprattutto da parte degli uomini, per avere consigli. Piuttosto perché parlando danno forma alle cose, si guardano “dall’esterno” e trovano quindi esse stesse la soluzione.

Per le donne, l’amicizia è quindi fatta di confessioni, confidenze e intimità che permettono di rivelarsi per come si è. Libere da quelle remore che magari potremmo avere con un familiare o un compagno. Un’amica non giudica e ci ascolta per capirci e supportarci, non per darci consigli e soluzioni.

Pensate che, secondo gli studi dell’Harvard Medical School, pare addirittura che le amicizie femminili facciano bene alla salute, e che fungano da fattore protettivo per un sano invecchiamento!

 

Perché le nostre amicizie sono importanti

Che ne sarebbe delle donne senza l’amore delle altre donne? (M. Lagarde)

 

La cosa bella delle amiche è che non devono necessariamente essere sempre vicine.

Per me le amiche sono quelle con cui ci si riconosce anche ad anni o chilometri di distanza. A volte restano per tutta la vita, a volte fanno con noi solo un pezzo di strada. Ma se hai bisogno sai che puoi chiamarle in ogni momento. E quando le rivedi sai che puoi contare su di loro e sulla loro comprensione.

Direi anche che è importante allargare il giro delle amicizie femminili, accoglierne sempre di nuove nella propria vita. Magari non sono proprio l’amica del cuore a cui potete mostrare senza paura tutti i vostri lati oscuri, certe che il suo sostegno non vi verrà a mancare. Ma sono comunque importanti.

Perché ognuna di loro ci restituisce una parte diversa di noi. Ognuna ci dà un diverso punto di vista da cui guardare noi stesse. E ci aiuta quindi a scoprire e a migliorare lati diversi di noi.

Per me ad esempio è stato davvero fondamentale scoprire e riscoprire vecchie e nuove amicizie per comporre l’essenza della mia femminilità: una dimensione a cui non sono stata abituata e non mi hanno educato a dare importanza, ma che a un certo punto ho sentito davvero l’esigenza di esplorare. E non avrei potuto farlo da sola.

 

Un concetto più profondo: la sorellanza

C’è una connessione tra noi donne. È come una ragnatela. Se da una parte vibra, se ci sono problemi, noi tutte lo percepiamo. Ma il più delle volte siamo troppo spaventate, egoiste o insicure per andare in aiuto. Ma se non ci aiutiamo tra noi, chi lo farà? (S. Addison Allen)

 

Io non credo a questa storia che tra i rapporti tra le donne sarebbero sempre macchiati da invidia, gelosie e competizione. Almeno, non è questa la mia esperienza. Sono vent’anni che lavoro con le donne e per le donne e ho coltivato per lo più bellissimi rapporti. 

Però è vero che in altri tempi e altre culture, l’amicizia e la complicità tra donne è stata ritenuta molto più importante e le è stato dato più spazio di quanto accade oggi nel mondo occidentale.

Anche di questo c’è però una riscoperta.

Prova ne è che sempre più spesso si incontra in rete il termine sorellanza.

“Sisterhood” è un termine coniato negli anni ‘70 dalla scrittrice femminista Kate Millett per indicare l’unione tra donne al di là di qualsiasi differenza di classe, religione o etnia. E per incoraggiare e supportare la complicità femminile come fattore fondamentale nella strada della lotta per l’affermazione dei propri diritti, allora (e ora?) distanti dalla parità.

Il termine è stato poi ripreso dall’antropologa Marcela Lagarde per indicare, più in generale, il sentimento di amicizia e complicità tra le donne, che consente loro di sentirsi libere e forti assieme: condizioni necessarie per perseguire con più coraggio e determinazione i propri obiettivi personali e sociali.

Insomma, quello che queste rappresentanti del mondo femminista volevano dire è che per superare le disparità è necessario che le donne facciano squadra. E io credo che sia un messaggio che oggi va assolutamente riscoperto.

Perché siamo ancora distanti dalla parità, tanto al lavoro quanto in famiglia. E sorellanza significa prendere coscienza di ciò che ancora manca alle donne – schiacciate tra un modello tradizionale distante mille miglia da noi e un modello maschile di affrontare la vita e il mondo che non ci rappresenta – e cercare di raggiungerlo assieme. Per rivendicare un cambiamento vero e durevole, a beneficio nostro e di tutte le nostre sorelle.

 

 

 

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