Perché è ancora importante parlare di autostima

Perché è ancora importante parlare di autostima

“Avere quel senso del proprio valore intrinseco che costituisce il rispetto di se’ significa avere potenzialmente tutto.” (Joan Didion)

 

Oggi voglio parlarvi di autostima e dell’importanza di accrescerla. Direte: bella scoperta!

Sì beh in effetti lo sanno tutte, vero? Ma evidentemente saperlo non basta, visto che le ricerche dimostrano che ancora oggi le donne tendono ad avere un livello di autostima più basso degli uomini.

Ma non solo: un dato abbastanza sconfortante, che vi lascio come riflessione, segnala che le donne delle società occidentali “moderne” hanno un’autostima più bassa delle donne che vivono nei paesi più poveri o in via di sviluppo, dove le disparità di genere sono più accentuate.

Quindi direi che è importante continuare a parlarne, a capire, ma anche e soprattutto a trovare delle strategie per migliorare.

È importante perché la percezione che abbiamo di noi gioca un ruolo fondamentale nella nostra vita. Sia per stare bene nella società, perché ci consente di rapportarci in modo paritario e assertivo con gli altri. Sia per stare bene con noi stesse, visto che una visione di se’ positiva pare essere tra i principali fattori che incidono sulla felicità percepita da una persona.

Insomma più abbiamo fiducia in noi stesse, nelle nostre capacità, nel nostro valore intrinseco più siamo felici!

 

Ma cos’è l’autostima precisamente?

 

“Da grande voglio essere proprio come me.” (Ralph Winchester ne “I Simpson”)

 

L’autostima è la valutazione generale che diamo di noi stessesi costruisce nel corso del tempo, grazie a due tipi di input che collezioniamo con le nostre esperienze:

  • uno interno, derivante dal confronto tra il nostro se’ reale, quello che siamo (o percepiamo di essere) in realtà, e il nostro se’ ideale, quello che vorremmo essere, in base ai modelli a cui ci ispiriamo. Più si assottiglia il gap tra queste due visioni, quindi più riusciamo nell’intento di diventare quello che vorremmo essere, più aumenta la nostra autostima;
  • uno esterno, derivante dal cosiddetto “specchio sociale”, ovvero dalle valutazioni che gli altri danno di noi, dalla percezione di noi che ci rimandano, dalla nascita all’età adulta.

È evidente come sia fin troppo facile che questi input si trasformino in una trappola: sia perché possiamo scegliere modelli perfetti e irraggiungibili, sia perché possiamo diventare schiave dell’opinione degli altri, invece di metterla a confronto con i fatti reali.

La caratteristica particolare della valutazione di se stessi è infatti la non oggettività. Spesso l’opinione che abbiamo di noi stesse è più automatica che basata sui fatti. Un unico giudizio negativo può arrivare a definirci molto più di mille commenti positivi che riceviamo ma non vengono “registrati” dalla nostra mente.

 

Come ti uccido l’autostima in 4 mosse

 

“Nessuno può obbligarti a sentirti inferiore senza il tuo consenso.” (Eleanor Anne Roosevelt)

 

Grazie al lavorio incessante e sabotante della nostra mente, la visione che abbiamo di noi è soggetta a una serie di distorsioni cognitive, ovvero di filtri mentali che, guarda caso, ci fanno avere di noi un’opinione più negativa del dovuto.

Queste distorsioni appunto stanno tutte nella nostra testolina, ma hanno purtroppo un effetto molto concreto nella nostra vita reale: funzionano come veri e propri “killer” dell’autostima.

Ecco i principali:

1. Gli atteggiamenti mentali negativi

Quelli che ci fanno sempre percepire inadeguate e impreparate, indipendentemente da quanto successo abbiamo e da quanti complimenti riceviamo.

2. La tendenza a massimizzare gli effetti negativi dei nostri errori e a minimizzare gli effetti positivi dei nostri successi

Presente no? Quando dopo un piccolo ritardo sulla consegna del lavoro pensi “oddio, sono rovinata, ecco: mi licenzieranno” o “perderò il cliente”. Mentre, al contrario, tutte le volte che consegni il lavoro in tempo e ben fatto non ti è mai passato per la mente di dire “il capo dovrà riconoscere che sono proprio brava” o “questo cliente l’ho conquistato!”

3. L’effetto alone

È quando una singola cosa che non ci piace di noi viene ingigantita fino a condizionare negativamente tutta l’opinione che abbiamo di noi stesse e ci impedisce di tenere conto “oggettivamente” di tutte le cose positive.

4. Il pensiero dicotomico, ovvero la visione tutto o niente

O le cose mi riescono alla perfezione o faccio schifo. Mai un “è andata abbastanza bene” o “sì c’è stata una piccola sbavatura, ma tutto sommato posso essere soddisfatta del mio lavoro”. Le vie di mezzo non sono ammesse e, visto che nessuno è perfetto, finiamo per concludere che siamo un disastro!

 

E  come te la resuscito (sempre in 4 mosse)

 

“Perché dovremmo preoccuparci di ciò che gli altri pensano di noi? Perché dovremmo avere più fiducia nelle loro opinioni che nella nostra?” (Brigham Young)

 

1. Riconosci i tuoi bisogni

La prima condizione per stare bene con noi stesse è quella di conoscerci.

Identificare i nostri bisogni e riuscire a soddisfarli incide positivamente sulla nostra autostima: significa conoscerci e avere rispetto di noi stesse. Ma anche imparare a essere assertive e a comunicare i nostri bisogni e i nostri desideri. E, non da ultimo, scegliere di attorniarci di persone che ci aiutino o per lo meno ci consentano di realizzarli, invece che di persone che ci remano contro.

2. Sii te stessa e vivi autenticamente

Una volta identificati i nostri bisogni, i nostri valori, quello che è veramente importante per noi, la nostra stima di noi aumenta se riusciamo a vivere autenticamente secondo la nostra natura, e non facendoci trascinare dalle aspettative degli altri o dai modelli “imposti” dalla società.

Questo ha a che fare con l’affermare il nostro diritto di essere trattate con rispetto, di essere noi stesse, di essere libere. Significa saper dire di no. Significa, ancora una volta, essere chiare su quello che vogliamo. Significa stabilire dei confini oltre cui gli altri non possono spingersi nei nostri confronti.

3. Valutati obiettivamente

So che è molto difficile, ma davvero devi cercare di scindere quello che realmente accade e ottieni, da quello che la tua mente vuol farti credere.

Quindi dotati di un, ovviamente bellissimo, quaderno, dove segnare quotidianamente ciò che ti piace di te, gli obiettivi che raggiungi, i complimenti che ricevi, quello che ti soddisfa nei diversi settori della tua vita. Sarà il tuo “specchio positivo”. E quando, come capita a tutti, ti trovi di fronte a un errore, un fallimento, un’imperfezione, una critica, un giudizio negativo, prima di cedergli tutto il tuo potere rileggi quello che hai scritto e mettilo sul piatto della bilancia.

4. Perdonati e applica la self-compassion

Apri bene le orecchie: non hai bisogno di essere perfetta per essere una persona di valore. Davvero, nessuno lo è.

Accetta di sbagliare, come tutti. Di fare delle cavolate. Di non avere sempre ragione. Di non fare sempre tutto al meglio. Dagli errori si può imparare e attraverso gli sbagli possiamo crescere. E, anche quando non fosse così, i nostri errori non ci definiscono: tu sei molto di più dei tuoi errori, delle tue debolezze, dei tuoi difetti.

Sei una persona unica e irripetibile! Renditi onore!

 

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