Cambiare vita o cambiare prospettiva?

Cambiare vita cambiando prospettiva

Inizia un nuovo anno e con gennaio la voglia di cambiare, di migliorare, di dare una svolta alla nostra vita torna a bussare alle porte della nostra mente e del nostro cuore. Ma abbiamo ormai smesso di aspettare che il cambiamento venga dall’esterno vero? Che la vita svolti senza di noi…

Come dice l’economista Tom Peters, autore di numerosi libri sul management di successo:

“Il cambiamento è una porta che si apre solo dall’interno”

Quindi non possiamo aspettarci grandi cambiamenti nella nostra vita se prima non cambiamo noi stesse: il rischio è quello di passare i giorni, le settimane e i mesi di questo nuovo anno a lamentarci e il tempo è davvero troppo prezioso per sprecarlo in questo modo.

Quello che ci vuole è innanzitutto un cambio di prospettiva: ve lo suggerisco come primo buon proposito per questo 2018.

E se alla fine dipendesse davvero tutto da me?

Capisco che il carico di responsabilità possa inizialmente spaventare, ma pensate quale potere questo modo di vedere il mondo porta con sè: avete la vita nelle vostre mani. Non vi fa sentire decisamente più forti e anche un pò magiche?

È quello che la psicologia definisce “locus of control”: il luogo del controllo. E le ricerche dimostrano che le persone che hanno un “locus of control” interno, che pensano di poter incidere sulle cose, di essere in qualche modo artefici del proprio destinosono invariabilmente più soddisfatte di quelle che pensano che le cose succedano comunque, indipendentemente dalla propria volontà, le proprie intenzioni, le proprie capacità.

Quindi sviluppare una visione che ci riporti al centro della nostra vita avrà comunque degli effetti positivi: tanto vale tentare (e, visto che siete voi a crearla, potete sempre disfarvene se i risultati non vi soddisfano). Del resto, come disse Martir Luther King

Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.

Ma come possiamo diventare più responsabili della nostra vita? Come fare a cambiare il nostro “locus of control”? Beh, provandoci! Visto che i cambiamenti si possono vivere solo immergendosi nelle cose, vi suggerisco qualche piccolo esercizio (da iniziare oggi, of course :)).

3 cose che potete fare per cambiare prospettiva

1. (Piccolo) quaderno dell’autoefficacia

Procuratevi un quadernetto e dividete la seconda pagina in due colonne. Osservate quello che vi accade oggi e segnate nelle due colonne le cose che ritenete dipendano da voi e quelle che credete siano accidentali o mosse da cause esterne. Stasera riprendete in mano queste ultime e chiedetevi se e cosa avreste potuto fare, o potete fare la prossima volta per farle andare meglio. Annotatele sul quaderno e, se vi va, domani ripetete l’esercizio!

Ah, sulla prima pagina io scriverei in bella grafia: Il mio (primo?) quaderno di autoefficacia!

2. Evitate di lamentarvi per una settimana

Pensate di farcela? E’ sufficiente agire per cambiare le cose invece di limitarsi a lamentarsi per come vanno. Non sarà così difficile no? Beh provateci! Se ci riuscite a siete davvero brave. Ma se proprio non resistete potete rimediare subito trovando due cose per cui siete grate per ogni cosa di cui vi state lamentando.

3.  Ricontestualizzate (reframing)

Cercate di vedere le cose da un’altra prospettiva. Ok vi trovate in una situazione che non vi piace, ad esempio, avete perso il treno oppure l’influenza vi costringe a stare a casa un paio di giorni. Non è la situazione ideale, non è quello che avreste scelto di fare. Ma lamentarvi non contribuirà a migliorarla no? Allora fatevi invece questa domanda: qual’è il 5% di buono che questa situazione mi offre? Cosa posso ricavarne che i miei programmi non mi avrebbero consentito di fare? Se volete anche per questo potete fare un quaderno: io lo userei al contrario (a testa in giù) e lo chiamerei “Il mio quaderno della positività.”

Una storia che voglio regalarvi

Finisco con una piccola storiella, che a suo tempo trovai illuminante nella sua semplicità:

C’era una volta un contadino cinese, era molto povero, per vivere lavorava duramente la terra con l’aiuto di suo figlio, ma possedeva il grande dono della saggezza.
Un giorno il figlio gli disse:
– Padre che disgrazia, il nostro cavallo è scappato dalla stalla!
– Perchè la chiami disgrazia? rispose il padre!
– Aspettiamo e vediamo cosa succederà nel tempo!
Qualche giorno dopo il cavallo ritornò portando con sè una mandria di cavalli selvatici.
– Padre che fortuna! Esclamò questa volta il ragazzo.
Il nostro cavallo ci ha portato una mandria di cavalli selvatici.
– Perchè la chiami fortuna! rispose il padre. Aspettiamo e vediamo cosa succederà nel tempo.

Qualche giorno dopo, il giovane nel tentativo di addomesticare uno dei cavalli, venne disarcionato e cadde al suolo fratturandosi una gamba.
– Padre che disgrazia, mi sono fratturato una gamba.
Ma anche questa volta il saggio padre sentenziò:
– Perchè la chiami disgrazia? Aspettiamo e vediamo cosa succede nel tempo.
Ma il ragazzo per nulla convinto delle sagge parole del padre, continuava a lamentarsi nel suo letto.

Qualche tempo dopo, passarono per il villaggio gli inviati del re con il compito di reclutare i giovani da inviare in guerra.
Anche la casa del vecchio contadino venne visitata dai soldati reali, ma quando trovarono il giovane a letto, con la gamba immobilizzata, lo lasciarono stare per proseguire il loro cammino.
Qualche tempo dopo scoppiò la guerra e molti giovani morirono nel campo di battaglia, il giovane si salvò a causa della sua gamba zoppa.

Fu così che il giovane capì che non bisogna mai dare per scontato né la disgrazia né la fortuna, ma che bisogna dare tempo al tempo per vedere cosa è bene e cosa è male.

Quindi, l’ultima cosa che potete fare per cambiare in meglio la vostra vita è avere pazienza e fiducia, perchè non sempre le cose sono come appaiono!

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