Bestiario amico: 5 libri per imparare dagli animali

 

Nell’ultimo post dedicato ai nostri “consigli di lettura”, Emma ci ha presentato una lista di libri per ritrovare il contatto con la natura. Io vorrei riprendere da qui, ma in una chiave diversa, e dedicare questo post a quello che possiamo imparare dagli animali. Più o meno…

L’idea mi è venuta dal titolo del romanzo che quest’estate è stato in cima a tutte le classifiche di libri: I Leoni di Sicilia, di Stefania Auci. Si tratta di un romanzo storico sulla saga della famiglia Florio, famosi produttori di vino e Marsala.

Ovviamente c’entra poco con i nostri temi, ma mi ha fatto pensare a quante volte gli animali compaiono nei titoli o nei contenuti dei libri che abbiamo per casa. E mi sono divertita a selezionarne qualcuno di quelli che piacciono a noi.

Alcuni li abbiamo già citati in altri post, come il famosissimo ma mai intramontabile Donne che corrono coi lupi o Istruzioni per un’aquila che si crede un pollo. Ecco invece quelli che voglio proporvi nel post di oggi: uno strano pot pourri di testi di vario genere, tre saggi e due romanzi, tra cui spero anche tu possa trovare quello che ti serve in questo momento!

 

Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson

“Chi ha spostato il mio formaggio? Cambiare se stessi in un mondo che cambia in azienda, a casa, nella vita di tutti i giorni” è un libretto agilissimo, che trovi anche in versione audiolibro. Si tratta di una breve storiella sull’importanza e il valore del cambiamento, della flessibilità e dell’apertura al nuovo.

In un immaginario Labirinto vivono quattro piccole creature: i due topolini Nasofino e Trottolino, e i due gnomi Tentenna e Risolino. E sono tutti alla ricerca del Formaggio, che li nutra, li soddisfi e li renda quindi felici.

Il “Formaggio” è la metafora di quello che vorremmo avere dalla vita: un lavoro soddisfacente, una grande storia d’amore, una certa solidità economica, la libertà, la salute, la pace. Ognuna di noi desidera un diverso tipo di Formaggio, ma con lo stesso anelito, con la stessa forza.

Il “Labirinto” è il mondo in cui cerchiamo il nostro Formaggio: l’azienda in cui lavoriamo, la famiglia, la cerchia di amicizie, la comunità in cui viviamo.

Il problema è che siamo talmente convinti del potere del Formaggio nel darci la felicità che se non riusciamo ad ottenerlo ci disperiamo e se lo perdiamo fatichiamo a credere che torneremo ad essere felici.

Ma il punto è che la vita cambia continuamente, e il nostro Formaggio viene continuamente spostato. E con questo dobbiamo fare i conti.

Come noi, anche i personaggi del libro devono fronteggiare dei cambiamenti inattesi. Mentre tutti arrancano, uno di loro affronta il mutamento con successo e scrive sui muri del Labirinto quello che ha imparato dalla sua esperienza. E proprio queste parole saranno lo spunto per scoprire come gestire il cambiamento, con meno stress e più successo.

Per chi ha il frigo vuoto.

 

La Mucca Viola di Seth Godin

“O sei una Mucca Viola o non sei nessuno. Straordinario o invisibile. A te la scelta“

No, non stiamo parlando di cioccolata, ma di marketing. “La mucca viola. Farsi notare (o fare fortuna) in un mondo tutto marrone” è uno dei libri di maggior successo – possiamo dire un classico, visto che la prima edizione è uscita più di 10 anni fa – dell’imprenditore e scrittore statunitense Seth Godin.

Seth Godin è uno dei più autorevoli pensatori nell’attuale panorama dell’economia e del management: ha scritto numerosi libri e il suo blog è tra i più letti e linkati del mondo. Si occupa di tematiche di business e in particolare di marketing.

Secondo l’autore, il marketing classico, basato sulle famose quattro “P” (prodotto, prezzo, promozione, posizionamento) non funziona più, e propone di aggiungerne una nuova: la P di Purple Cow, la Mucca Viola. E l’essenza della mucca viola è la straordinarietà.

Godin introduce il concetto di “marketing dello straordinario”, dove straordinario è tutto ciò che emerge dal consueto, che si fa notare, che fa parlare di sé. In un’epoca in cui il consumatore ha già tutto ciò di cui ha bisogno e ha quindi poco da desiderare, sono necessari prodotti e servizi in qualche modo straordinari per attirare la sua attenzione.

Ma non è tutto qui. In ogni caso la maggioranza dei consumatori è soddisfatta, ferma e contenta di ciò che ha. L’unica possibilità per promuovere il successo di un prodotto è di venderlo a coloro che amano il cambiamento e le novità. 

Il grafico con la curva di diffusione delle idee (curva di Moore) mostra che le vendite aumentano in modo sostanziale dopo che un prodotto o servizio è stato adottato da questi “early adopters”.

L’idea alla base dell’interessante libro di Godin è quindi che per avere successo sia necessario creare un prodotto o un servizio che sia sufficientemente straordinario da attrarre gli adottatori precoci, ma sufficientemente flessibile e accattivante per essere poi facilmente diffuso a tutti gli altri consumatori.

Per chi vuole farsi notare.

 

Pet Therapy. Il potere di guarigione degli animali di Maryse De Palma

Il termine pet therapy, coniato dallo psichiatra americano Boris Levinson nei primi anni ’60,  indica l’utilizzo del potere terapeutico degli animali sulle persone. La pet therapy viene utilizzata soprattutto per aiutare, ridurre le sofferenze o stimolare l’apprendimento nei bambini, gli anziani, le persone con disabilità o disturbi psichiatrici.

Ma il contatto con l’animale fa bene a tutti perché il solo fatto di accarezzare un animale comporta una riduzione dello stress poiché abbassa la pressione sanguigna e il ritmo cardiaco.

Il contatto con gli animali ha una grande valenza emotiva: accarezzarli e coccolarli provoca un gradevole contatto fisico. L’animale inoltre non giudica, non ha pregiudizi, non rifiuta. Stimola sorrisi, aiuta la socializzazione e aumenta l’autostima.

Per un bambino, interagire con un animale può voler dire sviluppare processi di apprendimento più rapidi e imparare a prendersi cura di qualcuno diverso da sé. Mentre le persone anziane che possiedono un animale si sentono meno sole, sono più attive e vantano una maggiore vivacità intellettuale, oltre che una salute migliore rispetto ai loro coetanei.

La presenza di un animale può stimolare persino i ricordi in un degente affetto dai morbo di Alzheimer o favorire la concentrazione di un bambino iperattivo.

L’autrice, in particolare, si sofferma sul potere terapeutico dei cani, dei gatti, dei pappagalli e dei cavalli sugli esseri umani, per poi esplorare l’affascinante universo della telepatia animale.

Per chi ha bisogno di compagnia.

 

Strane creature di Tracy Chevalier

Tracy Chevalier è un’autrice di romanzi storici, famosa sopratutto per il suo “La ragazza con l’orecchino di perla”, da cui è stato tratto anche un film con Scarlett Johansson e Colin Firth. Ma ha scritto davvero un sacco di romanzi intriganti e interessanti.

Strane creature è forse quello che ho amato di più perché ha come protagoniste una concentrazione di figure femminili non convenzionali, pur essendo ambientato a inizio ‘800, quando, nel piccolo villaggio costiero di Lyme, in Inghilterra, si incontrano le tre sorelle londinesi Philpot e la giovanissima Mary Anning.

Le tre sorelle non corrispondono per niente alla visione della donna imperante all’epoca perché, pur non avendo un uomo al loro fianco, si rifiutano di comportarsi come sfortunate zitelle, e se ne vanno invece in giro orgogliose della loro istruzione e della loro libertà.

Ma la vera protagonista è Mary, la figlia dell’ebanista, che, prima per aiutare le disgraziate condizioni economiche familiari, poi per passione, dedica la sua vita alla ricerca di fossili (tuttora la più grande attrazione turistica di Lyme Regis). Questa sua passione la porta a scoperte sempre più sensazionali, fin quando estrae dalle rocce significativi esemplari di plesiosauro, che fanno di lei la prima paleontologa.

Una paleontologa senza istruzione ma estramemente accurata e attenta, che, grazie all’aiuto di Margaret Philpot, riesce a farsi valere nel maschilista mondo della scienza e ad avere i suoi reperti (e il suo nome) esposti prima al British Museum, poi al Museo di Storia Naturale di Parigi, dove si possono tuttora ammirare.

Per chi ha bisogno di coraggio per combattere!

 

Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach

“Chissà perché”, si arrovellava Jonathan, “la cosa più difficile del mondo è convincere un uccello che egli è libero?”

É davvero un grandissimo classico, tanto che dubito che ci sia ancora qualcuno che non l’ha letto. Ma è comunque uno di quei libri da rispolverare periodicamente. Quindi lo inserisco come una dolce nota alla fine di questo post.

Il gabbiano Jonathan Livingston non è come tutti gli altri. Se i suoi simili si limitano a volare per procurarsi il cibo, lui intuisce nel volo una bellezza e un valore assoluti: quello della libertà.

Se in un primo momento, per il timore di essere diverso dagli altri membri dello Stormo Buonappetito, Jonathan reprime la propria passione, in seguito egli decide di dedicarsi al volo con metodo ed esercizio costante, fino a riuscire a compiere straordinarie acrobazie.

Ma lungi dall’essere apprezzate dallo stormo, queste sue conquiste gli valgono l’infamia, l’esilio e la solitudine. Jonathan scopre quindi che la libertà è essere se stessi, riempirsi il cuore di gioia e il volto di luce, superare i propri limiti ed essere felici, anche se a volte il prezzo da pagare è molto alto.

Continuando ad allenarsi in solitaria e a sperimentare delle nuove acrobazie, un giorno però Jonathan incontra due gabbiani, dal piumaggio più luminoso e splendente degli altri, che lo convincono a seguirli in un superiore livello di esistenza.

Il percorso di formazione di Jonathan lo porta prima a evolversi come discepolo, poi come maestro di volo e quindi di libertà, fino a tornare a istruire proprio lo Stormo Buonapettito che, tempo prima, l’aveva cacciato. Jonathan si applica allora a una nuova ricerca, imparando oltre alla perfezione della libertà, quella dell’amore.

Per chi non ha paura.

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