letture per rifiorire

5 libri per una primavera di rinascita

Anche questo mese non poteva mancare il nostro post dedicato ai libri.

Come ormai avrete capito, qui ad Ojaja ci sentiamo molto primaverili e non ho resistito alla tentazione di scrivere un articolo su questo. Su libri che parlano di rinascita e di risveglio.

E anche di amore. Che per noi non è un argomento scontato o da evitare. L’amore è tutto e pervade tutto. È importante dedicarci la nostra attenzione, e trovare il modo di parlarne. Fa parte della primavera anche il rifiorire, il rinascere e il riaccendersi dei sentimenti. Quale stagione migliore per parlarne?

Ma non ho scelto il filone di risveglio spirituale o personale, che abbiamo seguito altre volte. Ho scelto letture più leggere, meno impegnative dal punto di vista del lavoro su di noi, ma in qualche modo più evocative. Mi è parsa una buona idea quella di aprire, di lasciare aria, per così dire, al nuovo che può entrare, invece di instradarlo già in metodi e strumenti pratici.

Tanti dei libri di questo mese, tra i miei preferiti, sono pietre miliari della letteratura: molto probabilmente li conosci, forse li hai già letti. Eppure in questa stagione, e per preparare questo post, io li ho rispolverati, riletti, e mi è sembrata davvero una buona idea. Spero sia così anche per te!

 

L’arte di amare (E. Fromm)

È davvero un superclassico della letteratura sulle relazioni. Eppure rimane a mio parere un’ottima base da cui partire.

“L’amore è indispensabile all’esistenza. Eppure, in molti casi, se ne ignora il vero significato. Per lo più l’amore viene scambiato con il bisogno di essere amati” (E. Fromm)

 

Il punto di partenza di questo libro è l’idea che l’amore sia un’arte, appunto, e non una condizione in cui ci si imbatte se abbiamo fortuna. Come tutte le arti, l’amore si può imparare. Per non aspettare di essere destinatari passivi di questa “piacevole sensazione”, ma riscoprirlo per quello che dovrebbe essere. Un atto creativo, dinamico e stimolante.

Fromm ci riporta quindi alla scoperta del dare, del donare, come verbo attivo che è prova della nostra forza e della nostra potenza e ci riempie di vita e felicità. Ma l’amore è anche fatica, lavoro, coraggio. Tutti i tipi di amore: non solo quello di coppia, ma anche quello per i figli, i genitori, per i fratelli e le sorelle, per gli amici.

C’è poi tutta la questione dell’amore che si basa sull’indipendenza come opposto alle forme di amore simbiotico. L’amore è figlio della libertà, dice Fromm. E, paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d’amare.

La capacità di stare sole, e la fiducia in se stesse. Perché la fede in se stesse è “premessa e condizione della propria capacità di promettere”, di stare assieme all’altro, di rispondere alle esigenze dell’altro. Non può esserci amore per l’altro senza la fede in se stessi. 

 

Ti amo comunque. La frase che trasformerà per sempre la tua vita (Lorenzo Capuano)

“La chiave di tutto è nella libertà di assecondare in ogni istante la nostra Essenza, perché non esistono errori ma esperienze.” (L. Capuano)

 

Un libro semplice ed essenziale per cominciare a volerci bene. Un libro, significativamente, con una copertina a specchio: dove guardarci attraverso il disegno di un cuore rosso. Ma anche a significare che la realtà e le persone che ci circondano sono uno specchio di ciò che siamo noi. E ancora una volta, amare noi stesse significa amare gli altri, e viceversa.

“Ti amo comunque” è quindi una frase da ripetere davanti allo specchio, ma anche da dedicare a chi ci sta vicino e a quello che ci succede. “Amare comunque noi stessi così come siamo e allo stesso modo tutto ciò che ci circonda, rappresenta il primo passo fondamentale verso la nostra libertà.”

Provare amore incondizionato per noi stessi significa sentirsi già complete così come siamo, sapere che ciò che facciamo è giusto, e credere che l’Universo ci sostenga. Da qui in poi la strada è in discesa.

Il libro si chiude con un piccolo vocabolario dei termini essenziali (da Autorealizzazione a Pensieri negativi controproducenti) e una lista di 20 buone abitudini da introdurre nella nostra vita per volerci più bene.

 

Venire al mondo e dare alla luce (Verena Schmid)

Questo è un libro che ho amato tantissimo e che regalo a tutte le mie amiche che aspettano un bambino.

Scritto da un’ostetrica che da 25 anni assiste le donne che scelgono di partorire in casa, è una raccolta di tutta la saggezza sulla maternità, il parto, la nascita e il puerperio, che ha raccolto in questi lunghi anni di esperienza.

“In una modernità dove predomina il parto chirurgico e farmacologico si sta perdendo il sapere della nascita, del suo percorso emozionale e iniziatico” (V. Schmid)

 

Il libro esplora a tutto tondo le emozioni e i vissuti di questo speciale periodo della vita.

La prima parte, “Venire al mondo” è dedicato al percorso del bambino, dal concepimento alla nascita. Mettendosi nei panni del nascituro, l’autrice ci parla di tutto ciò che incide sul suo benessere e delle difficoltà che incontra lungo il suo viaggio unico e irripetibile da quel “mondo acquatico”, di cui ci resterà una nostalgia per tutto il resto della vita.

La seconda parte, “Dare alla luce” è dedicata invece alla mamma. Parla della gravidanza, della scoperta di una nuova dimensione della femminilità, del cambiamento che il bambino porta nella nostra vita fin dalla sua prima comparsa nel ventre materno. E infine del parto: di come viene inteso e trattato oggi e di come invece sia possibile vivere in maniera ugualmente sicura ma più naturale e intensa questo “viaggio attraverso il centro di sè.”

Infine, la terza parte è dedicata al vissuto degli altri membri della famiglia. Ovviamente a partire dalla figura del padre, il suo ruolo e le difficoltà che anche lui deve affrontare nella grande sfida di cambiamento che un bambino porta con sè.

 

E venne chiamata due cuori (Marlo Morgan)

Ecco un altro libro che mi è piaciuto molto e che periodicamente rileggo.

È la storia vera, per quanto romanzata, di una donna medico americana che si reca in Australia nell’ambito di un progetto di assistenza sanitaria agli aborigeni. Solo che invece di curare, si trova a essere curata!

Partendo dalla sovversione di tutto ciò che sa, e di tutte le sue regole e norme di vita (a partire da un bel falò dei suoi averi), il popolo della “Vera Gente” invita l’autrice a seguire i suoi vagabondaggi attraverso l’Outback australiano, a piedi nudi e sotto il sole, cibandosi di quello che la natura vorrà donare loro.

Un viaggio difficile e sfidante, in cui la “Vera Gente” mostra a Marlo Morgan un modo completamente diverso di vivere, in cui vige una fiducia completa nell’universo, in cui i compleanni non si festeggiano in un giorno prefissato, ma quando le persone completano un percorso di crescita, in cui ancora si comunica con la telepatia.

Gli aborigeni fanno quindi dono all’autrice di tutta la loro saggezza: avventura, riflessioni profonde e lampi di verità che a poco a poco la fanno rinascere a una nuova vita, in cui il meglio di due culture, quella occidentale e quella aborigena, si uniscono nella stessa persona, che “venne chiamata due cuori”.

“O si ha fede o si ha paura” (M. Morgan)

 

Siddharta (Herman Hesse)

Romanzo e direi testo di iniziazione famosissimo, forse anche scontato, ma non potevo davvero non inserirlo in una lista di libri sul risveglio.

La summa della saggezza sulla ricerca umana di ciò che va oltre, nel segno di ciò che è una delle mie più profonde convinzioni, ovvero che è vero tutto e il contrario di tutto, che tutto cambia, che tutto dipende, che tutto, in fondo, è uno.

“Nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina!” (H. Hesse)

 

È la mia frase preferita, ed è l’inizio del lungo viaggio di scoperta di Siddharta. Un viaggio apparentemente al contrario, non alla ricerca dell’illuminazione. Ma che da uno stato di illuminazione e beatitudine parte, per cercare quello che ancora gli manca. Perché, in questo stato, “tutti amavano Siddharta. A tutti egli dava gioia, tutti ne traevano piacere. Ma egli, Siddharta, a se stesso non procurava piacere, non era di gioia a se stesso.” Quante volte ti è capitato? Il cercare di essere perfetta per tutti, tranne che per te…

Siddharta non è uno che cerca l’illuminazione, ma piuttosto uno che cerca di vivere intera la propria vita, passando per esperienze diversissime. E non fermandosi presso nessun maestro, perché il tutto “si veste di mille volti cangianti”.

E si può scoprirlo solo da sé, scendendo dentro di sé e restando aperti al mondo che ci si apre e muta continuamente davanti ai nostri occhi, perché “quando qualcuno cerca, allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa, fuori di quella che cerca, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbir nulla, in sé, perché pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perché ha uno scopo, perché è posseduto dal suo scopo.”

Quindi, in questa primavera, non farti imbrogliare dalla mente, non farti imbrigliare dai tuoi scopi, apri gli occhi, e stai in ascolto!

 

 

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